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Iter semplificato per impianti fotovoltaici. Condizioni per accedere

E’ possibile impiegare l’iter semplificato (vedi link) se per l’impianto fotovoltaico sono soddisfatte contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

  • deve essere realizzato presso clienti finali che dispongono già di un’utenza elettrica attiva (un contatore) in bassa tensione: non è il caso di nuove utenze ancora prive di contatore (ad esempio per abitazioni appena realizzate) o di chi possiede un contatore elettrico relativo ad un’utenza disattivata in passato;
  • l’impianto da realizzare non deve avere una taglia in potenza maggiore della potenza già disponibile in prelievo per l’utenza esistente: se un’utenza elettrica ha una potenza contrattuale in prelievo di 3 kW + il 10% di  franchigia ovvero effettivi 3,3 kW, l’impianto fotovoltaico che si desidera realizzare non deve superare 3,3 kWp;
  • l’impianto fotovoltaico non deve comunque avere una taglia in potenza nominale superiore a 20 kWp;
  • per l’impianto da realizzare deve essere contestualmente richiesto l’accesso al regime dello Scambio Sul Posto;
  • deve essere realizzato su tetto degli edifici con le modalità di cui all’articolo 7-bis, comma 5, del decreto legislativo n. 28 del 2011: l’impianto fotovoltaico deve essere realizzato con pannelli disposti in modo aderente o integrato al tetto dell’edificio;
  • non devono essere presenti ulteriori impianti di produzione (altri impianti fotovoltaici) sullo stesso punto di prelievo (connessi cioè alla stessa utenza elettrica);
  • l’area su cui sorge l’abitazione non deve essere soggetta a vincolo di nessuna natura: un nuovo impianto fotovoltaico realizzato in fascia di rispetto fluviale o stradale, o in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico deve seguire l’iter ordinario;
  • la domanda di connessione non può essere richiesta per impianti già realizzati ma non ancora autorizzati.

Riepilogo

iter fotovoltaico

 

Nuovi impianti con accumulo integrato

Un impianto fotovoltaico che rispetta tutti i requisiti può accedere alla procedura semplificata anche se ha un sistema di accumulo.

Conclusioni

Qualora decidiate di realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto della vostra abitazione  occorrerà scegliere un installatore ed un professionista
che, oltre a seguirvi a livello progettuale, potranno anche gestire per voi l’iter amministrativo.

Per un impianto fotovoltaico in iter ordinario occorrerà:

  • ottenere le autorizzazioni alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto stesso;
  • connetterlo alla rete elettrica nazionale;
  • dichiararlo al GSE al fine della stipulazione della convenzione di Scambio Sul Posto.

Per un impianto fotovoltaico in iter semplificato occorrerà:

  • presentare il modello unico, se si rientra nei requisiti;
  • connetterlo alla rete elettrica nazionale;
  • tenere traccia di tutti i passaggi eseguiti in autonomia dal Gestore, per ricavare le proprie credenziali di accesso ai portali Gaudì e GSE.

Per saperne di più :

Come recuperare i dati di accesso al portale GSE

A seguito delle modifiche intercorse nelle procedure di recupero dati di GSE, di seguito illustrerò la procedura aggiornata di recupero / aggiornamento delle proprie credenziali di accesso al portale. Sia il portale che la procedura sono cambiati radicalmente nel 2018 pertanto molte istruzioni presenti sul web, se precedenti, non sono più attendibili.

Prima di continuare la lettura vi chiedo di leggere qui:

  • L’articolo ha come obiettivo di mettere il Produttore in condizioni di eseguire in autonomia la procedura di recupero dati e di creare nuove credenziali di accesso alla propria area clienti. Se il Produttore preferisce affidare l’operazione a me o ad un altro Consulente l’operazione è a pagamento.  Per saperne di più.

  • A meno che il Produttore non sia nostro cliente per il fotovoltaico, lo Studio Tecnico non è a conoscenza delle password  registrate presso GSE. Lo Studio Tecnico non può fornire copia delle credenziali di autenticazione.

Le FAQ di GSE

Invito a consultare questa pagina presente sul sito GSE: Come accedere all’Area Clienti

La procedura

Spesso capita che un utente titolare di impianto fotovoltaico non disponga o non ricordi le proprie credenziali di accesso al portale GSE.

Per poter accedere e consultare i dati in possesso del Gestore dei Servizi Energetici la procedura di recupero dati è ben documentata sulla Guida all’utilizzo dell’Area Clienti: non occorre neppure l’intervento di chi ha istruito la pratica, ma occorre un distinguo.

Si ha accesso all’indirizzo email indicato in fase di registrazione

Per ottenere nuovamente Userid e Password, è necessario attivare le funzioni previste sulla home page dell’area clienti che sono “recupera userid” e “reimposta password”.

REIMPOSTA PASSWORD – La funzionalità Reimposta Password consente all’Utente registrato, che abbia dimenticato la sua password, di impostarla nuovamente. È possibile reimpostare la password, cliccando sul link
Password sotto il tasto ENTRA sul form di Login.

RECUPERA USERID – La funzionalità Recupera Userid consente all’Utente registrato, che abbia dimenticato la Userid, di recuperarla. È possibile procedere al recupero della Userid, cliccando sul link Userid sotto il tasto
ENTRA sul form di Login.

TRASMISSIONE PIN – Qualora si possiedano le credenziali, basta cliccare su “Gestisci Operatore> Invia PIN”; i PIN verranno inviati all’indirizzo email associato all’Operatore, che può essere verificato e aggiornato nella sezione “Gestisci Operatore> Anagrafica Operatore”. I PIN ricevuti, ottenuti dalla validazione di un link, permetteranno di associare fino a 3 Utenti allo stesso Operatore. Il sistema provvederà a rinnovare automaticamente i PIN, una volta utilizzato l’ultimo PIN a disposizione dell’Operatore.

Ciascuna procedura è documentata all’interno della Guida all’utilizzo dell’Area Clienti. 

Non si ha accesso all’indirizzo email indicato in fase di registrazione
Per recuperare le proprie credenziali è possibile richiedere l’aggiornamento dell’indirizzo email, associato alle credenziali, inviando una richiesta tramite il form di contatto dell’Area Supporto-Scrivici, “Area Clienti” – “Richiesta credenziali”, allegando il Modulo credenziali opportunamente compilato, insieme ai documenti richiesti nel modulo.

Qualora non si possiedano le credenziali per accedere all’Area Clienti, è possibile recuperare i PIN dell’Operatore e/o variare l’indirizzo email per riceverli, inviando una richiesta tramite il form di contatto dell’Area Supporto-Scrivici, impostando nei menù a tendina “Area Clienti” – “Richiesta PIN”, allegando il Modulo PIN opportunamente compilato, insieme ai documenti su esso indicati.

Approfondimenti

Il codice identificativo

Fino al 2016 il codice identificativo unico era un codice numerico unico che veniva assegnato a ciascun impianto dal GSE. Il codice era formato da 8 cifre (ad esempio: “12345678“) e veniva inviato via email da GSE in fase di registrazione al Portale Produttori. Tramite questo codice era possibile permettere ad un utente di creare nuovi utenti abilitati ad accedere al Portale Produttori per un impianto.

Gli operatori già registrati a sistema prima dell’introduzione del portfolio PIN possono utilizzare, per l’associazione di un nuovo utente, il codice identificativo univoco già in loro possesso. Al momento dell’associazione tale codice sarà invalidato ed il sistema provvederà alla creazione di un portfolio PIN da mettere a disposizione dell’operatore.

 

Vai all’articolo

Guida all’utilizzo dell’Area Clienti

 

Benefici GSE in caso di immobile in locazione o comodato d’uso

Il GSE ha pubblicato una guida “MANUALE UTENTE PER LA RICHIESTA DI TRASFERIMENTO DI TITOLARITÁ“, aggiornata a Ottobre 2015, nella quale si parla di  incentivazione e cambi di titolarità.

Tipologie di cambi di titolarità
Le tipologie di richiesta cambio titolarità sono indicate nella guida sulla base delle casistiche più frequenti. Tra queste individuiamo due casistiche di per sè non infrequenti in caso di immobili ad uso privato

  • Contratto di comodato d’uso
  • Locazione

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ASSPC: SCHEMI DI SINTESI GRAFICA – Scegliere la tipologia di qualifica

Le immagini successive (SCHEMI DI SINTESI GRAFICA PER GLI ASSPC) guidano l’utente nella scelta della tipologia di qualifica da richiedere al Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
 
Esse sono liberamente tratte dalla rivista Tuttonormel di Marzo 2015, alla quale si rimanda per la trattazione completa.
 
SSP NO
 
 
 
 
 
SSP SI

 

Per comprendere meglio le immagini si rimanda al:

TESTO INTEGRATO DELLE DISPOSIZIONI DELL’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS PER LA REGOLAZIONE DEI SISTEMI SEMPLICI DI PRODUZIONE E CONSUMO  TISSPC

Scambio sul posto: il decreto spalmaincentivi

Nella legge 116/2014 “decreto spalmaincentivi” il GSE regola da quest’anno l’erogazione degli incentivi con un meccanismo simile a quello già in essere per lo Scambio Sul Posto, cioè in acconto durante l’anno di produzione in corso, e a conguaglio entro il 30 giugno dell’anno successivo.

I pagamenti, a partire dal 1^ Gennaio 2015,  avvengono con scadenze diverse in base alla taglia degli impianti, purché sia stata superata la soglia minima di 100 €:

  • ogni 4 mesi per gli impianti di potenza fino a 3 kWp;
  • ogni 3 mesi per gli impianti di potenza compresa tra 3 e 6 kWp;
  • ogni 2 mesi per gli impianti di potenza compresa tra 6 e 20 kWp;
  • ogni mese per gli impianti di potenza superiore ai 20 kWp.

Ogni pagamento in acconto verrà eseguito alla fine del secondo mese successivo a quello del periodo di competenza.

In pratica con un impianto da 4 kWp, per l’anno in corso, vi dovrete aspettare 4 pagamenti in acconto + 1 a conguaglio, con le seguenti scadenze:

  1. 31/03/2015 acconto riferito al trimestre novembre 2014-gennaio 2015
  2. 30/06/2015 acconto riferito al trimestre febbraio-aprile 2015
  3. 30/09/2015 acconto riferito al trimestre maggio-luglio 2015
  4. 31/12/2015 acconto riferito al trimestre agosto-ottobre 2015
  5. entro il 30/06/2016 conguaglio per l’anno 2015.

Per il calcolo degli acconti il GSE fa riferimento alle misure raccolte gli anni precedenti oppure al numero di ore annue medie in base alla regione in cui è localizzato l’impianto, e regola il 90% del totale calcolato sulla base di queste stime.

E’ scomparso dunque il meccanismo in vigore fino a Dicembre 2014, che prevedeva un gioco di acconti, storni e conguagli su base mensile.
Novità anche per quanto riguarda la normativa dello Scambio Sul Posto, che però non riguardano né il metodo di calcolo né le tempistiche. Questa volta faccio riferimento alla delibera 612/2014/R/eel dell’AEEGSI datata 11/12/2014, in base alla quale:

  1. Per gli impianti fotovoltaici fino a 20 kWp non verranno applicati i corrispettivi a copertura degli oneri di sistema per l’energia auto-consumata, e quindi non prelevata dalla rete;
  2. Sono definiti i corrispettivi unitari di scambio forfetario anche nel caso il possessore dell’impianto fotovoltaico acceda alla tariffa D1 , in modo da non discriminare i possessori di pompe di calore e di impianti fotovoltaici;
  3. L’accesso alle modalità di Scambio Sul Posto è possibile anche per impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore ai 500 kWp.
  4. Per gli impianti a servizio di attività commerciali che emettono fattura al GSE nell’ambito del servizio di Scambio Sul Posto, da quest’anno entra in vigore il meccanismo di “reverse charge” o “inversione contabile”, in base al quale l’IVA non è più esposta in fattura dal azienda che cede l’energia (cioè il possessore dell’impianto), ma è versata solo dall’azienda acquirente, cioè il GSE.

Scambio sul posto: si risparmia?

Quanto si può risparmiare con un impianto fotovoltaico? Di seguito riporto un esempio.

Esempio: impianto domestico da 3 kWp

Caratteristiche:
– impianto di 3 Kwp di potenza installato sul tetto rivolto a sud in provincia Padova;
– contratto di fornitura: utenza di tipo domestico, connesso in bassa tensione, in regime di maggior tutela, con il contratto di fornitura standard di 3 Kw (potenza contrattualmente impegnata);
– consumi medi annuali di 3.000 Kwh/anno.

Calcolo energetico su base annuale:

  • Energia prodotta in totale dall’impianto fotovoltaico: 3.300 Kwh;
  • Energia autoconsumata istantaneamente: 1.100 Kwh (pari al 30%);
  • Energia immessa in rete: 2.200 Kwh (cioè: 3.300-1.100 Kwh);
  • Energia prelevata dalla rete: 1.900 Kwh;
  • Energia immessa in eccedenza rispetto ai prelievi: 300 Kwh (cioè: 2.200-1.900).

Consumi annuali dell’utente: 3.000 Kwh (cioè: 1.100+1.900 Kwh)

Calcolo economico su base annuale in scambio sul posto

  • l’energia prelevata dalla rete ha un costo per l’utente finale di circa 0,20 €/Kwh (compreso di tutto: imposte, accise, servizi, …);
  • l’energia immessa in rete ha un valore di circa 0,10 €/Kwh (valore che riguarda la sola quota energia, senza tutte le altre voci pagate in bolletta);
  • il rimborso del contributo in conto scambio ha un valore di circa 0,14 €/Kwh (ovvero il valore dell’energia più il Controvalore unitario relativo ai servizi).

Attraverso l’energia autoconsumata l’utente risparmia:
1.100 X 0,20 = 220 € (0,20 è il prezzo medio lordo, comprensivo di tutto, dell’energia pagata in bolletta)
Attraverso le bollette elettriche l’utente paga:
Energia prelevata: 1.900 X 0,20 = 380 €
Attraverso lo Scambio sul Posto l’utente riceverà dal Gse:
a. Contributo in conto scambio, a titolo di rimborso: 1.900 X 0,14 = 266 € (circa)
b. Valore delle eccedenze di energia in più immessa in rete: 300 X 0,10 = 30 € (circa)
Queste cifre, seppur indicative, rendono l’idea del risparmio, e del guadagno, che l’utente ottiene installando l’impianto fotovoltaico di 3 Kwp.

Riepilogo

Riassumendo, ecco i dati conclusivi:

  • spesa annuale in bolletta senza impianto fotovoltaico: 600 €/anno (per consumi di 3.000 Kwh/anno);
  • spesa annuale in bolletta con impianto fotovoltaico in scambio sul posto: 114 € (cioè: 380-266);
  • guadagno annuale con i benefici dello scambio sul posto con un autoconsumo del 30% (dato prudente) dell’energia prodotta, sommando il risparmio effettivo in bolletta, i contributi di scambio sul posto e per l’eccedenza, e la quota in detrazione, sottratto la spesa di consumo:
    220 + 266 + 30 + 375 – 380 = 511 €

L’autoconsumo è sempre il fattore di maggior risparmio: più aumenta la quota di autoconsumo più aumentano gli introiti. Si può arrivare fino ad un massimo del 60% dell’energia prodotta.

 

Fotovoltaico: La formula dello scambio sul posto

Il conteggio che riporto viene operato da GSE ed i risultati per il proprio impianto fotovoltaico sono disponibili sul portale nella sezione dedicata ai corrispettivi. 
Operativamente, il contributo dello scambio sul posto ed il calcolo della liquidazione delle eventuali eccedenze, si traducono in formule e conteggi.

La formula di calcolo del Contributo in conto scambio, per impianti sotto i 20 Kw, è:
Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf x Es
Dove:
CS è il contributo dello scambio sul posto.
Oe = Onere energia, cioè il prezzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagato dall’utente. Il prezzo dell’energia è espresso in euro ed è il prodotto tra i Kwh prelevati ed il prezzo unico nazionale (PUN). Il prezzo unico nazionale è variabile in base ai prezzi di mercato ed è una media nazionale dei prezzi rilevati ogni mese in ogni regione.
Quindi: Oe = Kwh x PUN.

Cei = Controvalore dell’energia immessa, cioè il prezzo, o meglio il valore economico, dell’energia immessa in rete. Questo è il prodotto tra Kwh immessi ed il prezzo zonale dell’energia sul mercato del giorno prima. Ogni giorno infatti, in tempo reale, come una vera e propria borsa, i prezzi di acquisto e vendita dell’energia fluttuano in base alle dinamiche del mercato.
Quindi: Cei = Kwh x prezzo energia sul mercato del giorno prima.

CUsf = Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, cioè un valore espresso in centesimi di euro calcolato forfettariamente dal Gse in base a vari parametri. Nel dettaglio questo valore contiene le tariffe di: trasmissione, distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri normalmente addebitati in bolletta (componenti A, UC, UC3 e UC6) vigenti nel mese in corso (non viene rimborsata la componente MCT).
Quindi: CUsf = c€/kwh

Es = Energia Scambiata, cioè i Kwh che ho prima immesso e poi ri-prelevato per i miei consumi. Tecnicamente è pari al minimo tra kwh immessi e kwh prelevati in totale durante l’anno.
Quindi: Es = Kwh scambiati con la rete.

Se a fine anno si hanno delle eccedenze (surplus di energia immessa rispetto a quella prelevata per i propri consumi) il corrispettivo per le eccedenze immesse è aggiuntivo rispetto al Cs (Contributo in conto scambio).
Detto attraverso la formula, se Cei è maggiore di Oe, la differenza tra i due è l’eccedenza.

 

Scambio sul posto: come funziona

Attualmente il contributo di scambio sul posto e il pagamento dell’eccedenza (oltre le detrazioni di costi al 50%) garantiscono gli introiti economici degli impianti fotovoltaici ad uso domestico.
Prima di spiegare cosa sono e quanto valgono servono due premesse:

  • 1° lo scambio sul posto (SSP) prevede un contributo (contributo in conto scambio) che viene calcolato in maniera abbastanza complessa sulla base di diversi parametri, che variano nel tempo come variano i prezzi dell’energia sul mercato elettrico. Per questo motivo l’entità del contributo viene stimata, varia da caso a caso e dipende, oltre che dai prezzi correnti di mercato, dalle quantità effettive di energia immessa e prelevata nella rete.
  • lo scambio sul posto non è un “incentivo”. Gli incentivi sono terminati a luglio 2013. Mentre lo scambio sul posto è ancora in vigore ed è cumulabile con le detrazioni fiscali.
    Fino al 5 luglio 2013 per valorizzare il proprio impianto, si poteva scegliere tra due opzioni, in alternativa l’una all’altra: incentivi del Conto energia o detrazioni fiscali + scambio sul posto (nel caso in cui l’impianto fosse al servizio dell’abitazione).

Oggi, con la fine degli incentivi del conto energia, lo scambio sul posto può essere scelto alternativamente solo al ritiro dedicato, cioè alla vendita diretta di energia al gestore dei servizi energetici (Gse). Quest’ultima però, nel caso di impianto al servizio della abitazione, è sconsigliata in quanto molto meno remunerativa.

Come funziona un impianto: l’energia prodotta e quella prelevata

Quando l’impianto fotovoltaico produce, l’energia prodotta ha due possibili vie o viene direttamente auto-consumata nel momento stesso della produzione, oppure viene immessa in rete e conteggiata dal contatore di scambio.

Quando l’impianto fotovoltaico non produce, l’energia necessaria viene prelevata dalla rete elettrica. Questa energia viene pagata normalmente attraverso le usuali bollette elettriche. Ogni utente avrà le tariffe previste dal proprio operatore elettrico.
Dunque abbiamo da un lato l’energia immessa, dall’altro lato l’energia prelevata.

Definizione: cos’è lo scambio sul posto

Lo scambio sul posto garantisce che l’energia immessa in rete da un impianto fotovoltaico venga valorizzata economicamente, attraverso due meccanismi: il contributo dello scambio sul posto e la liquidazione dell’eccedenza.

  1. Il contributo dello scambio sul posto è un rimborso compensativo che ripaga l’utente per l’energia che ha immesso in rete, fino ad un massimo pari alla quantità dell’energia già prelevata.
    La remunerazione è pari al prezzo di mercato dell’energia più il rimborso di una sola parte dei servizi di rete: distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri generali di sistema. Ovviamente non vengono rimborsate le imposte. Il fatto che solo una parte dei servizi e degli oneri generali, che costituiscono dei costi in bolletta, vengano ri-pagati, fa comprendere che la massima remunerazione si ottiene grazie all’autoconsumo.
  2. Cosa succede se l’energia immesse in rete è di più di quella ri-prelevata per il proprio fabbisogno? Cioè come viene valorizzata la differenza?
    In questo caso si parla di eccedenze di immissioni rispetto ai prelievi. Quindi se a fine anno, a seguito del conteggio complessivo tra energia immessa e prelevata, risultano immissioni maggiori rispetto ai prelievi, l’energia immessa in più rispetto a quella  compensata viene valorizzata ad un prezzo di vendita che è il prezzo di mercato medio dell’anno precedente (quindi senza alcun riconoscimento dei costi aggiuntivi dovuti a oneri e servizi).
    Il valore complessivo delle eccedenze può essere monetizzato e liquidato da parte del Gse, oppure può essere messo a credito nel contributo in conto scambio dell’anno successivo, a seconda di cosa sceglie l’utente.

Riassumendo in altre parole

  1. Il contributo di scambio sul posto è una modalità di autoconsumo differito nel tempo dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, utilizzando la rete elettrica locale come se fosse un serbatoio di stoccaggio in cui depositare le eccedenze e da cui ri-prelevare al momento del bisogno a condizioni vantaggiose. Attenzione: non si tratta però di uno scambio alla pari tra energia immessa e prelevata, ma un meccanismo di rimborso parziale delle bollette pagate per l’energia prelevata dalla rete quando l’impianto non produce, perché una parte dei costi dei servizi non viene ri-pagata.
  2. Il meccanismo è: prima pago le bollette per tutta l’energia prelevata dalla rete, e poi ricevo un rimborso parziale da parte di Gse.
    Infatti l’utente paga come di consueto la bolletta al gestore (ad Enel o ad altro) per tutta l’energia prelevata. Per queste bollette pagate riceve successivamente un rimborso parziale dal Gse, attraverso acconti trimestrali e conguagli annuali. Il rimborso è però nei limiti della quantità di energia precedentemente immessa.
  3. a fine anno, tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella ri-prelevata per i propri consumi (cioè oltre la quantità usata per lo scambio sul posto), dà origine a dei crediti che vengono valorizzati dal Gse. Questa remunerazione si configura fiscalmente come una vendita e tecnicamente si chiama liquidazione economica delle eccedenze. Vale meno del contributo di scambio sul posto perché nessuno dei costi aggiuntivi dell’energia viene conteggiato nel prezzo di acquisto.

Perchè l’autoconsumo è meglio dello Scambio sul Posto?

Il sistema dello scambio sul posto è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’energia prodotta dall’impianto. Ulteriormente perché la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’autoconsumo immediato, istantaneo.

La quota di energia autoconsumata non passa dal contatore bidirezionale, ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio della utenza. Questo passaggio diretto bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e quelle di prelevamento associate alla bolletta elettrica.

Formula dello Scambio Sul Posto

Esempio: un impianto fotovoltaico da 3 kWp

Fotovoltaico senza incentivi: conviene?

Il conto energia dedicato agli impianti fotovoltaici è finito il 6 luglio 2013.  La fine del Conto Energia ha fatto calare pesantemente la richiesta di installazioni fotovoltaiche  e non potrà far sopravvivere tutte le aziende del settore, in quanto nel periodo di boom del fotovoltaico si è creato un esubero importante di addetti ai lavori. Tuttavia il “nuovo fotovoltaico”, basato su Scambio sul Posto e detrazioni fiscali, in realtà continua ad essere un investimento interessante.

Gli esempi successivi sono tratti da un interessante articolo di Newsenergia e mostrano la redditività di un impianto da 3 kW realizzato a Firenze. Analizzando 5 casi standard e molto generici, a parità di dati in ingresso, si configurano moltplici scenari di ritorno dell’investimento per un impianto a servizio di una abitazione privata occupata da una famiglia di 4 persone: venduto ad un prezzo di mercato standard o un po’ più aggressivo, con la possibilità di detrarre il 50% o 36% e Scambio Sul Posto. L’ultimo scenario prevede il confronto con l’ultimo meccanismo di incentivazione prima dell’abolizione del regime degli incentivi.

CASO 1: Impianto da 3kW al costo di 9.000 euro con detrazione del 50%

CASO 2: Impianto da 3kW al costo di 9.000 euro con detrazione del 36%

CASO 3: Impianto da 3kW al costo di 7.500 euro con detrazione del 50%

CASO 4: Impianto da 3kW al costo di 7.500 euro con detrazione del 36%

CASO 5: Impianto da 3kW al costo di 9.000 euro in Conto Energia

Le simulazioni di confermano che i risultati, anche con impianti al costo di 3.000 €/kW, sono ottimi: il risultato ottenuto nel CASO 5 non è mai superiore alle valutazioni con detrazioni fiscali e scambio sul posto, ed è anzi nettamente inferiore.. E che anche con la detrazione fiscale al 36% si possano considerare gli investimenti molto conveniuenti con tassi di rendimento che vanno dal 13,00% al 16,29%. Una ulteriore considerazione a favore del meccanismo in Scambio sul Posto è che per la tariffa Omnicomprensiva, si applicano alla stessa le imposte, anche per i privati, mentre il contributo in conto scambio non è soggetto ad imposte.