Conto Termico 3.0: la quota minima di copertura del fabbisogno da fonti rinnovabili
/0 Commenti/in Conto termico, GSE/da PaolaCapraFotovoltaico: il CCI
/0 Commenti/in Fotovoltaico, GSE, Normativa/da PaolaCapraObbligo di installazione del controllore centrale di impianto (CCI) agli impianti eolici e fotovoltaici di potenza P 100 Kw connessi in MT, previsto dalla delibera 385/2025/R/EEL dell’Autorità (ARERA). Valido per impianti nuovi ed impianti esistenti.
No Sconto In Fattura? Risparmia con lo Sconto Termico
/0 Commenti/in Conto termico, GSE/da PaolaCapraLo sconto termico non esiste. O meglio, esiste, ma non si chiama in questo modo. E’ un termine nato per caso, da una di quelle fortunate combinazioni di eventi che ogni tanto il nostro lavoro ci riserva, quando una cliente ha messo insieme per sbaglio “sconto in fattura” e “conto termico“.
Lo slogan ci è piaciuto e, insieme ad AIER Impianti Srl, lo abbiamo fatto nostro: illustra perfettamente una opportunità che abbiamo deciso di proporre a chi si affiderà a noi per installare un impianto di climatizzazione in pompa di calore.
Lo sconto in fattura non esiste più
Dal 17 febbraio 2023, con l’entrata in vigore del decreto cessione crediti, per i nuovi interventi in edilizia libera non è più possibile optare per lo sconto in fattura e la cessione dei crediti derivanti dai bonus edilizi minori.
Il decreto non è intervenuto direttamente sulle detrazioni fiscali ma solo sulle modalità alternative di fruizione di questi bonus.
Oggi, dunque, i Committenti possono utilizzare questi bonus solamente come detrazione in dichiarazione dei redditi e non è più consentito alle imprese l’esercizio delle opzioni per sconto in fattura e per cessione del credito.
Sconto termico: la Cessione del credito nel Conto Termico
Come si può dunque, oggi, applicare al Committente una agevolazione sul prezzo di acquisto?
Attraverso il Conto Termico, uno strumento di sostegno statale per promuovere l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Per gli interventi per i quali GSE prevede l’accesso al Conto Termico, è possibile conferire a un soggetto terzo il mandato irrevocabile all’incasso per gli incentivi riconosciuti nell’ambito dello strumento.
La cessione va fatta nei confronti di un unico soggetto (cessionario) che quindi beneficerà, al posto del
Soggetto Responsabile, dell’intero incentivo riconosciuto.
In mancanza di tale cessione, il Soggetto Responsabile / Committente beneficerà direttamente dell’incentivo maturato per l’intervento.
Lo sconto termico non è altro che l’applicazione del mandato irrevocabile all’incasso: si tratta di una forma di agevolazione che AIER Impianti Srl ,in collaborazione con il mio studio, ha deciso di accordare per alcune categorie di prodotti, qualora l’intervento rispetti le regole di accesso al beneficio previste da GSE.
Sconto termico: un esempio di come funziona
L’esempio successivo è tratto da Qualenergia.
Supponiamo che il committente intenda installare un impianto di climatizzazione dal costo totale dell’intervento pari a 2.900 €.
Supponiamo che l’Incentivo totale (al netto delle trattenute applicate dal GSE pari all’1% dell’incentivo) sia pari a 1.473,98 €.
La procedura per lo sconto termico sarà la seguente:
- Il rivenditore emette fattura pari al valore complessivo dell’intervento (2.900 €).
- Il Soggetto Responsabile non versa tramite bonifico l’intera somma della fattura, ma solo la quota complementare all’incentivo netto: 1.426,02 €;
- Sul Portaltermico, alla richiesta di incentivo dovrà essere allegata la fattura di 2.900 €, e la ricevuta del bonifico di 1.426,02 €.
- Il rivenditore riceverà poi dal GSE (in questo caso l’incentivo viene erogato in un’unica soluzione dopo pochi mesi dalla conclusione dell’intervento), sul proprio conto corrente (inserito nel Documento di mandato irrevocabile all’incasso) l’incentivo netto pari a 1.473,98 €
Lo sconto termico è servito!
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Conto Termico 2023 – i nuovi requisiti
/0 Commenti/in GSE/da PaolaCapraCon il Decreto Legislativo 199/2021, il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha pubblicato le nuove regole del Conto Termico 2.0 per i generatori a biomassa, in vigore dal 13 giugno 2022.
Il Decreto stabilisce i nuovi requisiti per l’accesso agli incentivi del Conto Termico per i generatori di calore alimentati a biomassa.
Le nuove disposizioni prevedono che, in caso di sostituzione di impianto di climatizzazione invernale esistente alimentato a biomassa, l’accesso sia subordinato al conseguimento della certificazione ambientale con classe di qualità 4 stelle o superiore ai sensi del decreto 186 del 7 novembre 2017.
Nel caso invece di sostituzione di impianto di climatizzazione invernale esistente alimentato a carbone, a olio combustibile o a gasolio, l’accesso è subordinato al conseguimento della certificazione ambientale con classe di qualità 5 stelle ai sensi del medesimo decreto.
Per le sole aziende agricole e le imprese operanti nel settore forestale, nel caso di nuova installazione, l’accesso agli incentivi è subordinato al conseguimento della certificazione ambientale con classe di qualità 5 stelle ai sensi dello stesso decreto.
Le richieste di incentivo in Conto Termico per le quali risultino conclusi i lavori a partire dal 13 giugno 2022, sulla base delle nuove disposizioni, devono essere corredate dalla certificazione ambientale con la relativa classe di qualità.
Immagine: https://www.thermorossi.com/3/208/it/prodotti/Legna/Anna-Evo-Maiolica
Conto termico
/0 Commenti/in Efficienza energetica, GSE/da PaolaCapraTorno a parlare di Conto Termico per chiarire meglio quali interventi sono ammissibili e quanto può essere conveniente questa opzione non solo per le pubbliche amministrazioni, ma anche per aziende e privati.
Il Conto termico 2.0 è stato introdotto nel 2016 ed incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari sono principalmente le Pubbliche amministrazioni, ma anche imprese e privati.
Grazie al Conto Termico è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.
Incentivi ed interventi ammessi
Gli incentivi sono regolati da contratti di diritto privato con il GSE e il soggetto responsabile. Gli incentivi
sono corrisposti nella forma di rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della
tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, nel caso in cui l’ammontare
dell’incentivo non superi i 5.000 euro.
Gli interventi compresi all’interno della normativa inerente al Conto Termico sono di diverse tipologie ed ad ognuno è associata una certa percentuale in termini di agevolazioni.
Incentivi fino al 40% per:
- opere di sostituzione vetri nelle verande
- coibentazione a livello di pareti e coperture
- installazione schermature solari e caldaie a condensazione
- progetti di illuminazione interni e di riqualificazione energetica dell’intero edificio.
Incentivi 50%:
- per lavori inerenti l‘isolamento termico in zone climatiche di tipo E ed F.
Incentivi 55% se i lavori di cui al punto precedente sono realizzati in abbinamento a lavori di:
- sostituzione di chiusure finestrate e altri impianti
- pompe di calore
- caldaie a condensazione,
- impianti relativi al solare termico.
Incentivi fino al 65% per:
- installazione di pompe di calore
- apparecchi a biomassa
- caldaie e sistemi ibridi .
Quali sono le spese ammissibili?
- Smontaggio e dismissione dell’impianto esistente;
- Fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature nuove;
- Opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d’arte, dell’impianto di climatizzazione invernale preesistente;
- Interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione, sui sistemi di emissione;
- Prestazioni professionali connesse alla realizzazione dell’intervento;
- Trasporto;
- Tutte le spese incentivabili sono comprensive di IVA dove essa costituisca un costo.
Rientrano nel piano di incentivi del Conto Termico anche le spese relative all’Ape (Attestato di prestazione energetica) e alla diagnosi energetica, con un 50% di agevolazione per i soggetti privati e un 100% per quelli pubblici.
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Per saperne di più: Conto termico – GSE
Immagine di copertina: https://www.harmanstoves.com
GSE: Cambio di titolarità per un impianto incentivato
/29 Commenti/in GSE, Rinnovabili/da PaolaCapraPer accedere alle tariffe incentivanti, alle agevolazioni previste per gli impianti alimentati a fonti rinnovabili o ai servizi di ritiro dell’energia, è necessario stipulare un contratto con il GSE.
Se un impianto viene trasferito da un operatore a un altro, anche la titolarità del contratto dovrà essere trasferita. La richiesta va inoltrata al GSE mediante un’apposita procedura. Nel caso di voltura della sola bolletta, senza anche il trasferimento dell’impianto, l’operatore che abbia stipulato un contratto di Scambio Sul Posto con il GSE dovrà richiedere il cambio di titolarità dello stesso a favore del nuovo intestatario della bolletta.
La procedura deve essere effettuata dall’operatore cedente.
Quando effettuare il cambio di titolarità
Ecco i casi più comuni che rendono necessario il cambio di titolarità:
- Vendita di un immobile con annesso impianto o vendita del solo impianto
- Locazione di immobile/terreno con annesso impianto
- Contratto di comodato d’uso dell’impianto
- Separazione/divorzio
- Donazione
- Morte
- Trasferimento di impianto a condominio
- Disdetta del contratto di locazione dell’immobile e dell’impianto
- Cessione del diritto di superficie e impianto
- Cambio della persona fisica alla propria ditta individuale e viceversa
- Locazione finanziaria di impianto
- Cessione del contratto di leasing dell’impianto
- Affitto di azienda o di ramo d’azienda
- Cessione o conferimento di azienda o di ramo d’azienda
- Fusione
- Scissione
- Fallimento
- Concordato preventivo
- Amministrazione straordinaria
Come richiedere il cambio di titolarità
Per richiedere la variazione occorre inviare al GSE, per via telematica attraverso il portale GSE Area Clienti, la documentazione necessaria: tale documentazione varia a seconda del contratto stipulato, come da indicazioni riportate sul Manuale.
Solo nel caso di trasferimento di titolarità per contratti non attivi (escluse le FER-Elettriche) e di trasferimento di contratti per l’applicazione dei Prezzi Minimi Garantiti per impianti che operano sul Mercato Libero (PMG-ML) è necessario comunicare la variazione di titolarità inviando l’apposito modulo, debitamente compilato e sottoscritto, via e-mail, alla casella variazionititolarita@gse.it, corredandolo di tutta la documentazione richiesta per la casistica.
Per il cambio di titolarità relativo ai Certificati Bianchi è invece prevista un’apposita procedura descritta nel Manuale dedicato.
Quanto costa?
Per impianti di potenza minore o uguale a 3 kW GSE non applica nessun costo. Per impianti di potenza maggiore, è invece previsto un contributo di istruttoria al GSE pari a:
• 50 euro per cambi di titolarità tra persone fisiche relativi ad impianti da 3,01 a 6 kW,
• 150 euro per gli altri tipi di cambio di titolarità.
I costi sono a carico del soggetto subentrante in caso di richiesta accettata, a carico del soggetto cedente in caso di richiesta respinta e il corrispettivo per l’istruttoria viene addebitato un’unica volta nel caso l’operatore abbia stipulato più convenzioni per lo stesso impianto.
Fotovoltaico: certificazioni irregolari e revoca degli incentivi
/0 Commenti/in Fotovoltaico, GSE, Incentivi/da PaolaCapraRitorno a scrivere nel 2018, dopo un periodo molto intenso che mi ha vista impegnata per la Delibera 786/2016.
L’anno per me si è aperto con più di un Produttore che mi ha segnalato di avere ricevuto da GSE la comunicazione di revoca degli incentivi che gli erano stati assegnati in Conto Energia.
Anche se ora l’incentivo non viene cancellato in toto ma solo decurtato, il problema dei moduli fotovoltaici con certificazioni irregolari è un tema di grande attualità perché interessa gli utenti finali, cioè proprietari e installatori, che quasi sempre hanno agito in buona fede.
Mesi fa era scoppiato il caso Zuccotti, azienda ora fallita, che aveva immesso sul mercato italiano un discreto volume di pannelli con certificati contraffatti. Se ne è parlato molto a livello nazionale e la vicenda culminò con la Sentenza del Consiglio di Stato 18 maggio 2016, n. 2006.
Zuccotti non è stata l’unica azienda coinvolta nel caso delle certificazioni non riconosciute: diversi operatori si sono trovati ad avere dei problemi per impianti realizzati con prodotti Axitec e Lenus.
Il caso Axitec
Axitec (NDA – nulla a che vedere con la Axitec attuale) come molti altri Produttori, ha affiancato alle proprie linee di produzione europee dei moduli importati da paesi extraeuropei.
La regola sequenziale è ciò che distingue una matricola rispetto ad un’altra.
Nella Factory Inspection Axitec dichiarava che i moduli con la regola sequenziale “26YYMMxxxxx” erano prodotti in Europa: 26 stava ad indicare il sito produttivo (Revolution 6 Tarnow Polonia) YY anno di produzione, MM mese di produzione e xXXXX il progressivo.
La stessa società Axitec, nel medesimo arco temporale, produceva in Cina moduli con la Factory Inspection emessa da un altro ente certificatore che dichiarava che i moduli con la regola sequenziale “261xxxxxxxx” erano prodotti in Cina: 261 stava ad indicare il sito produttivo xxxxxXXXX il progressivo.
E’ chiaro che nel 2011/12/13/14 i moduli provenienti da entrambi i siti produttivi erano indistinguibili poiché, nel caso dei moduli prodotti in Europa, la matricola iniziava sempre per 261……. dal momento che l’anno di produzione iniziava sempre per “1” .
La confusione, creata più o meno ad arte dagli Enti certificatori dei moduli, non consente a GSE di poter individuare in maniera equivocabile il sito di produzione, da cui la revoca degli incentivi per carenza di requisiti.
Il caso Lenus
Lenus Solar era un’azienda di Bolzano, ormai fallita.
Contrariamente al caso precedente, da nessuna parte ho trovato evidenza di passaggi extra-UE per la costruzione e l’assemblaggio dei loro pannelli fotovoltaici. Nulla ho potuto trovare anche sulla provenienza dei componenti da assemblare (scatole, giunzioni, celle …) né sulle estensioni delle certificazioni a copertura dell’intera produzione.
In rete non si trova molto su questo caso. In assenza di riscontri sulle motivazioni, il dato ufficiale è che GSE non riconosce le certificazioni prodotte prima del 18 marzo 2014.
La motivazione della revoca degli incentivi
Come dichiara GSE in molte delle note ufficiali che stanno giungendo ai Produttori:
“solo a decorrere da tale data la società “…….” era autorizzata a immettere sul mercato moduli fotovoltaici identificati dalle caratteristiche tecniche di cui ai rapporti di prova. Moduli fotovoltaici del tipo di quelli installati presso l’impianto in esame, prodotti in data antecedente all’emissione del certificato, non possono ritenersi ad esso riferibili.
Anche le Regole Applicative precisano che:
“le tariffe incentivanti possono essere riconosciute solo se i moduli sono stati prodotti nel periodo di validità di tale certificazione”.
Approfondimento
A conclusione di questo articolo segnalo un approfondimento, che ho avuto modo di leggere su Nextville.
L’articolo su come affrontare la revoca degli incentivi è reperibile QUI, a firma dei Giuristi
*Lucia Bitto, Avvocato in materia di Energia e Ambiente, giurista per www.maia.io
*Francesco Arecco, Avvocato in materia di Energia e Ambiente, giurista per www.maia.io
SIAD, il portale GSE per le modifiche significative agli impianti
/0 Commenti/in GSE, Rinnovabili/da PaolaCapraIn una nota del 26 Giugno 2017 GSE comunica che è on-line l’Applicativo SIAD (Sistema Informativo per l’Acquisizione Dati), che consente ai Soggetti Responsabili di impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia di inviare in modo semplice le comunicazioni per interventi di manutenzione e ammodernamento degli impianti.
Gli interventi ammessi sono contenuti nelle Procedure per la gestione degli interventi di manutenzione e ammodernamento degli impianti.
Chi deve utilizzare il portale SIAD
Innanzitutto diciamo che non è previsto obbligo di comunicare al SIAD :
- l’installazione / spostamento / sostituzione / dismissione dei componenti minori d’impianto, siano essi elettrici, elettronici o meccanici (ad esempio: quadri, cabine, dispositivo d’interfaccia, scambiatori di calore);
- gli interventi di manutenzione ordinaria, anche su componenti principali (ad esempio: revisione periodica parti meccaniche impianti eolici/idroelettrici);
- il guasto o il fermo impianto temporaneo.
- l’installazione / spostamento / sostituzione / dismissione dei contatori e trasformatori, compreso quello di isolamento;
- la modifica della configurazione impiantistica;
- la dismissione parziale o totale dell’impianto;
- le modifiche anagrafiche diverse rispetto al cambio di titolarità;
- la modifica dei dati catastali.
- spostamento del punto di connessione;
- rivalutazione della percentuale imputabile ai consumi dei servizi ausiliari e perdite di linea e trasformazione;
- modifica dei coefficienti g e W rispettivamente per rifacimenti parziali di impianti idroelettrici o termoelettrici a biomasse solide;
- sostituzione dei principali componenti d’impianto (motori, turbine, alternatori, gruppi di generazione, ecc.);
- modifica del tipo di combustibile o, per gli impianti a biogas, delle matrici in ingresso all’impianto;
- installazione di sistemi di accumulo;
- aumento della potenza di impianto;
- variazione parametri di concessione, per i soli impianti idroelettrici.
Questi interventim che modificano l’impianto in maniera significativa, sono anche sottoposti al pagamento di un importo a copertura dei costi di istruttoria. Pertanto per essi il GSE, dopo che è stata avviata la pratica, invierà al Soggetto Responsabile una fattura con gli importi dovuti per il completamento delle attività di modifica e con le indicazioni per il pagamento.
Valutazione preliminare delle modifiche
l Soggetto Responsabile di impianti con potenza superiore a 3 kW, nei casi di manutenzione, può presentare al GSE una richiesta di valutazione preliminare sui possibili effetti dell’intervento ai fini del mantenimento degli incentivi riconosciuti.
Anche Soggetti Responsabili che fanno richiesta di valutazione preliminare di un progetto di intervento di manutenzione/ammodernamento devono corrispondere al GSE un corrispettivo a copertura dei costi di istruttoria.
Esclusioni
Sono esclusi dagli obblighi di comunicazione di cui sopra tutti gli interventi effettuati su impianti incentivati con potenza nominale inferiore o uguale a 3 kW in regime di scambio sul posto, ad eccezione delle ipotesi di inserimento, nella configurazione elettrica, di un sistema di accumulo di energia.
Comunicazione degli interventi minori
Per tutti gli interventi di manutenzione e ammodernamento effettuati che non abbiano modificato i dati caratteristici o di configurazione dell’impianto, in modo tale da non produrre effetti sui requisiti che hanno consentito il riconoscimento della tariffa incentivante e di eventuali premi o maggiorazioni, il Soggetto Responsabile deve comunicare al GSE esclusivamente l’avvenuta modifica con dichiarazione sostitutiva di atto notorio (DPR 445/00) sulla base del modello di cui all’ Allegato 2, fermo l’obbligo di conservare idonea documentazione in sito.
A titolo di esempio, rientrano in questa categoria gli interventi di:
- spostamento degli inverter e dei componenti elettrici minori (apparecchiature di misura, protezioni di interfaccia, trasformatori di isolamento, trasformatori elevatori, quadri elettrici, etc)
- sostituzione, rimozione, nuova installazione dei componenti elettrici minori qualora l’intervento non determini variazioni del regime di cessione in Rete dell’energia prodotta dall’impianto
- interventi sulle strutture di sostegno dei moduli o sulle strutture edilizie su cui l’impianto è stato installato, che non comportino variazioni ai requisiti in base ai quali l’impianto è stato incentivato.
Per maggiori informazioni sull’utilizzo dell’Applicativo consulta il Manuale Utente mentre per la compilazione del questionario GEIFTV (Gestione Esercizio Impianti Fotovoltaici) è disponibile la Guida Specifica nella sezione Conto Energia >Documenti.
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