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Scambio sul posto: il decreto spalmaincentivi

Nella legge 116/2014 “decreto spalmaincentivi” il GSE regola da quest’anno l’erogazione degli incentivi con un meccanismo simile a quello già in essere per lo Scambio Sul Posto, cioè in acconto durante l’anno di produzione in corso, e a conguaglio entro il 30 giugno dell’anno successivo.

I pagamenti, a partire dal 1^ Gennaio 2015,  avvengono con scadenze diverse in base alla taglia degli impianti, purché sia stata superata la soglia minima di 100 €:

  • ogni 4 mesi per gli impianti di potenza fino a 3 kWp;
  • ogni 3 mesi per gli impianti di potenza compresa tra 3 e 6 kWp;
  • ogni 2 mesi per gli impianti di potenza compresa tra 6 e 20 kWp;
  • ogni mese per gli impianti di potenza superiore ai 20 kWp.

Ogni pagamento in acconto verrà eseguito alla fine del secondo mese successivo a quello del periodo di competenza.

In pratica con un impianto da 4 kWp, per l’anno in corso, vi dovrete aspettare 4 pagamenti in acconto + 1 a conguaglio, con le seguenti scadenze:

  1. 31/03/2015 acconto riferito al trimestre novembre 2014-gennaio 2015
  2. 30/06/2015 acconto riferito al trimestre febbraio-aprile 2015
  3. 30/09/2015 acconto riferito al trimestre maggio-luglio 2015
  4. 31/12/2015 acconto riferito al trimestre agosto-ottobre 2015
  5. entro il 30/06/2016 conguaglio per l’anno 2015.

Per il calcolo degli acconti il GSE fa riferimento alle misure raccolte gli anni precedenti oppure al numero di ore annue medie in base alla regione in cui è localizzato l’impianto, e regola il 90% del totale calcolato sulla base di queste stime.

E’ scomparso dunque il meccanismo in vigore fino a Dicembre 2014, che prevedeva un gioco di acconti, storni e conguagli su base mensile.
Novità anche per quanto riguarda la normativa dello Scambio Sul Posto, che però non riguardano né il metodo di calcolo né le tempistiche. Questa volta faccio riferimento alla delibera 612/2014/R/eel dell’AEEGSI datata 11/12/2014, in base alla quale:

  1. Per gli impianti fotovoltaici fino a 20 kWp non verranno applicati i corrispettivi a copertura degli oneri di sistema per l’energia auto-consumata, e quindi non prelevata dalla rete;
  2. Sono definiti i corrispettivi unitari di scambio forfetario anche nel caso il possessore dell’impianto fotovoltaico acceda alla tariffa D1 , in modo da non discriminare i possessori di pompe di calore e di impianti fotovoltaici;
  3. L’accesso alle modalità di Scambio Sul Posto è possibile anche per impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore ai 500 kWp.
  4. Per gli impianti a servizio di attività commerciali che emettono fattura al GSE nell’ambito del servizio di Scambio Sul Posto, da quest’anno entra in vigore il meccanismo di “reverse charge” o “inversione contabile”, in base al quale l’IVA non è più esposta in fattura dal azienda che cede l’energia (cioè il possessore dell’impianto), ma è versata solo dall’azienda acquirente, cioè il GSE.

Scambio sul posto: si risparmia?

Quanto si può risparmiare con un impianto fotovoltaico? Di seguito riporto un esempio.

Esempio: impianto domestico da 3 kWp

Caratteristiche:
– impianto di 3 Kwp di potenza installato sul tetto rivolto a sud in provincia Padova;
– contratto di fornitura: utenza di tipo domestico, connesso in bassa tensione, in regime di maggior tutela, con il contratto di fornitura standard di 3 Kw (potenza contrattualmente impegnata);
– consumi medi annuali di 3.000 Kwh/anno.

Calcolo energetico su base annuale:

  • Energia prodotta in totale dall’impianto fotovoltaico: 3.300 Kwh;
  • Energia autoconsumata istantaneamente: 1.100 Kwh (pari al 30%);
  • Energia immessa in rete: 2.200 Kwh (cioè: 3.300-1.100 Kwh);
  • Energia prelevata dalla rete: 1.900 Kwh;
  • Energia immessa in eccedenza rispetto ai prelievi: 300 Kwh (cioè: 2.200-1.900).

Consumi annuali dell’utente: 3.000 Kwh (cioè: 1.100+1.900 Kwh)

Calcolo economico su base annuale in scambio sul posto

  • l’energia prelevata dalla rete ha un costo per l’utente finale di circa 0,20 €/Kwh (compreso di tutto: imposte, accise, servizi, …);
  • l’energia immessa in rete ha un valore di circa 0,10 €/Kwh (valore che riguarda la sola quota energia, senza tutte le altre voci pagate in bolletta);
  • il rimborso del contributo in conto scambio ha un valore di circa 0,14 €/Kwh (ovvero il valore dell’energia più il Controvalore unitario relativo ai servizi).

Attraverso l’energia autoconsumata l’utente risparmia:
1.100 X 0,20 = 220 € (0,20 è il prezzo medio lordo, comprensivo di tutto, dell’energia pagata in bolletta)
Attraverso le bollette elettriche l’utente paga:
Energia prelevata: 1.900 X 0,20 = 380 €
Attraverso lo Scambio sul Posto l’utente riceverà dal Gse:
a. Contributo in conto scambio, a titolo di rimborso: 1.900 X 0,14 = 266 € (circa)
b. Valore delle eccedenze di energia in più immessa in rete: 300 X 0,10 = 30 € (circa)
Queste cifre, seppur indicative, rendono l’idea del risparmio, e del guadagno, che l’utente ottiene installando l’impianto fotovoltaico di 3 Kwp.

Riepilogo

Riassumendo, ecco i dati conclusivi:

  • spesa annuale in bolletta senza impianto fotovoltaico: 600 €/anno (per consumi di 3.000 Kwh/anno);
  • spesa annuale in bolletta con impianto fotovoltaico in scambio sul posto: 114 € (cioè: 380-266);
  • guadagno annuale con i benefici dello scambio sul posto con un autoconsumo del 30% (dato prudente) dell’energia prodotta, sommando il risparmio effettivo in bolletta, i contributi di scambio sul posto e per l’eccedenza, e la quota in detrazione, sottratto la spesa di consumo:
    220 + 266 + 30 + 375 – 380 = 511 €

L’autoconsumo è sempre il fattore di maggior risparmio: più aumenta la quota di autoconsumo più aumentano gli introiti. Si può arrivare fino ad un massimo del 60% dell’energia prodotta.

 

Fotovoltaico: La formula dello scambio sul posto

Il conteggio che riporto viene operato da GSE ed i risultati per il proprio impianto fotovoltaico sono disponibili sul portale nella sezione dedicata ai corrispettivi. 
Operativamente, il contributo dello scambio sul posto ed il calcolo della liquidazione delle eventuali eccedenze, si traducono in formule e conteggi.

La formula di calcolo del Contributo in conto scambio, per impianti sotto i 20 Kw, è:
Cs = min [ Oe ; Cei ] + CUsf x Es
Dove:
CS è il contributo dello scambio sul posto.
Oe = Onere energia, cioè il prezzo dell’energia elettrica prelevata dalla rete e pagato dall’utente. Il prezzo dell’energia è espresso in euro ed è il prodotto tra i Kwh prelevati ed il prezzo unico nazionale (PUN). Il prezzo unico nazionale è variabile in base ai prezzi di mercato ed è una media nazionale dei prezzi rilevati ogni mese in ogni regione.
Quindi: Oe = Kwh x PUN.

Cei = Controvalore dell’energia immessa, cioè il prezzo, o meglio il valore economico, dell’energia immessa in rete. Questo è il prodotto tra Kwh immessi ed il prezzo zonale dell’energia sul mercato del giorno prima. Ogni giorno infatti, in tempo reale, come una vera e propria borsa, i prezzi di acquisto e vendita dell’energia fluttuano in base alle dinamiche del mercato.
Quindi: Cei = Kwh x prezzo energia sul mercato del giorno prima.

CUsf = Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario, cioè un valore espresso in centesimi di euro calcolato forfettariamente dal Gse in base a vari parametri. Nel dettaglio questo valore contiene le tariffe di: trasmissione, distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri normalmente addebitati in bolletta (componenti A, UC, UC3 e UC6) vigenti nel mese in corso (non viene rimborsata la componente MCT).
Quindi: CUsf = c€/kwh

Es = Energia Scambiata, cioè i Kwh che ho prima immesso e poi ri-prelevato per i miei consumi. Tecnicamente è pari al minimo tra kwh immessi e kwh prelevati in totale durante l’anno.
Quindi: Es = Kwh scambiati con la rete.

Se a fine anno si hanno delle eccedenze (surplus di energia immessa rispetto a quella prelevata per i propri consumi) il corrispettivo per le eccedenze immesse è aggiuntivo rispetto al Cs (Contributo in conto scambio).
Detto attraverso la formula, se Cei è maggiore di Oe, la differenza tra i due è l’eccedenza.

 

Scambio sul posto: come funziona

Attualmente il contributo di scambio sul posto e il pagamento dell’eccedenza (oltre le detrazioni di costi al 50%) garantiscono gli introiti economici degli impianti fotovoltaici ad uso domestico.
Prima di spiegare cosa sono e quanto valgono servono due premesse:

  • 1° lo scambio sul posto (SSP) prevede un contributo (contributo in conto scambio) che viene calcolato in maniera abbastanza complessa sulla base di diversi parametri, che variano nel tempo come variano i prezzi dell’energia sul mercato elettrico. Per questo motivo l’entità del contributo viene stimata, varia da caso a caso e dipende, oltre che dai prezzi correnti di mercato, dalle quantità effettive di energia immessa e prelevata nella rete.
  • lo scambio sul posto non è un “incentivo”. Gli incentivi sono terminati a luglio 2013. Mentre lo scambio sul posto è ancora in vigore ed è cumulabile con le detrazioni fiscali.
    Fino al 5 luglio 2013 per valorizzare il proprio impianto, si poteva scegliere tra due opzioni, in alternativa l’una all’altra: incentivi del Conto energia o detrazioni fiscali + scambio sul posto (nel caso in cui l’impianto fosse al servizio dell’abitazione).

Oggi, con la fine degli incentivi del conto energia, lo scambio sul posto può essere scelto alternativamente solo al ritiro dedicato, cioè alla vendita diretta di energia al gestore dei servizi energetici (Gse). Quest’ultima però, nel caso di impianto al servizio della abitazione, è sconsigliata in quanto molto meno remunerativa.

Come funziona un impianto: l’energia prodotta e quella prelevata

Quando l’impianto fotovoltaico produce, l’energia prodotta ha due possibili vie o viene direttamente auto-consumata nel momento stesso della produzione, oppure viene immessa in rete e conteggiata dal contatore di scambio.

Quando l’impianto fotovoltaico non produce, l’energia necessaria viene prelevata dalla rete elettrica. Questa energia viene pagata normalmente attraverso le usuali bollette elettriche. Ogni utente avrà le tariffe previste dal proprio operatore elettrico.
Dunque abbiamo da un lato l’energia immessa, dall’altro lato l’energia prelevata.

Definizione: cos’è lo scambio sul posto

Lo scambio sul posto garantisce che l’energia immessa in rete da un impianto fotovoltaico venga valorizzata economicamente, attraverso due meccanismi: il contributo dello scambio sul posto e la liquidazione dell’eccedenza.

  1. Il contributo dello scambio sul posto è un rimborso compensativo che ripaga l’utente per l’energia che ha immesso in rete, fino ad un massimo pari alla quantità dell’energia già prelevata.
    La remunerazione è pari al prezzo di mercato dell’energia più il rimborso di una sola parte dei servizi di rete: distribuzione, dispacciamento ed alcuni oneri generali di sistema. Ovviamente non vengono rimborsate le imposte. Il fatto che solo una parte dei servizi e degli oneri generali, che costituiscono dei costi in bolletta, vengano ri-pagati, fa comprendere che la massima remunerazione si ottiene grazie all’autoconsumo.
  2. Cosa succede se l’energia immesse in rete è di più di quella ri-prelevata per il proprio fabbisogno? Cioè come viene valorizzata la differenza?
    In questo caso si parla di eccedenze di immissioni rispetto ai prelievi. Quindi se a fine anno, a seguito del conteggio complessivo tra energia immessa e prelevata, risultano immissioni maggiori rispetto ai prelievi, l’energia immessa in più rispetto a quella  compensata viene valorizzata ad un prezzo di vendita che è il prezzo di mercato medio dell’anno precedente (quindi senza alcun riconoscimento dei costi aggiuntivi dovuti a oneri e servizi).
    Il valore complessivo delle eccedenze può essere monetizzato e liquidato da parte del Gse, oppure può essere messo a credito nel contributo in conto scambio dell’anno successivo, a seconda di cosa sceglie l’utente.

Riassumendo in altre parole

  1. Il contributo di scambio sul posto è una modalità di autoconsumo differito nel tempo dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, utilizzando la rete elettrica locale come se fosse un serbatoio di stoccaggio in cui depositare le eccedenze e da cui ri-prelevare al momento del bisogno a condizioni vantaggiose. Attenzione: non si tratta però di uno scambio alla pari tra energia immessa e prelevata, ma un meccanismo di rimborso parziale delle bollette pagate per l’energia prelevata dalla rete quando l’impianto non produce, perché una parte dei costi dei servizi non viene ri-pagata.
  2. Il meccanismo è: prima pago le bollette per tutta l’energia prelevata dalla rete, e poi ricevo un rimborso parziale da parte di Gse.
    Infatti l’utente paga come di consueto la bolletta al gestore (ad Enel o ad altro) per tutta l’energia prelevata. Per queste bollette pagate riceve successivamente un rimborso parziale dal Gse, attraverso acconti trimestrali e conguagli annuali. Il rimborso è però nei limiti della quantità di energia precedentemente immessa.
  3. a fine anno, tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella ri-prelevata per i propri consumi (cioè oltre la quantità usata per lo scambio sul posto), dà origine a dei crediti che vengono valorizzati dal Gse. Questa remunerazione si configura fiscalmente come una vendita e tecnicamente si chiama liquidazione economica delle eccedenze. Vale meno del contributo di scambio sul posto perché nessuno dei costi aggiuntivi dell’energia viene conteggiato nel prezzo di acquisto.

Perchè l’autoconsumo è meglio dello Scambio sul Posto?

Il sistema dello scambio sul posto è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’energia prodotta dall’impianto. Ulteriormente perché la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’autoconsumo immediato, istantaneo.

La quota di energia autoconsumata non passa dal contatore bidirezionale, ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio della utenza. Questo passaggio diretto bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e quelle di prelevamento associate alla bolletta elettrica.

Formula dello Scambio Sul Posto

Esempio: un impianto fotovoltaico da 3 kWp

Il meccanismo dello Scambio sul Posto

Nota: questo articolo è superato. Vai alla pagina aggiornata QUI

Concluso il quinto conto energia, restano alcune vie alternative per ripagare l’investimento in aggiunta all’autoconsumo dell’elettricità prodotta tra cui lo scambio sul posto è senza dubbio l’opzione più interessante per un piccolo produttore, titolare di un impianto domestico.

Parlando con i miei clienti mi sono resa conto che lo scambio sul posto è un argomento su cui spesso si fa confusione. Con questo post vorrei fare un po’ di chiarezza.

Lo scambio sul posto è un meccanismo che permette, a chi ha la titolarità di un impianto che può accedervi, di compensare il valore associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete con il valore associabile al l’energia prelevata e consumata dalla rete, in un periodo diverso da quello in cui avviene la produzione.Il servizio è gestito dal  Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. e riguarda:
  • impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW;
  • impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 200 kW, se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007. Il limite di 200 kW non si applica ad impianti nel caso in cui l’utente dello scambio sia il Ministero della Difesa ovvero un soggetto mandatario del Ministero stesso;
  • impianti di cogenerazione ad alto rendimento di potenza fino a 200 kW.
Con lo scambio sul posto, l’energia prodotta e non immediatamente consumata è ceduta al Gse, quella prelevata dalla rete (la notte, ad esempio) viene acquistata dai venditori di energia con le regole che valgono per tutti, e viene gravata dagli usuali oneri per il transito sulla rete e dagli oneri di sistema, costituiti principalmente dal fabbisogno finanziario necessario all’erogazione degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate.
 
Ciò che il GSE emette a titolo di rimborso sull’energia immessa in rete è il contributo in conto scambio dello scambio sul posto. Questo è emesso a favore dell’utente dello scambio (gestore dell’impianto) rimborsando parzialmente i costi sostenuti per il prelievo di energia elettrica dalla rete, ovvero: le bollette elettriche. Il Gse provvede poi a pagare al produttore l’energia immessa nella rete ai valori di mercato. In più, sull’energia scambiata restituisce quasi tutti gli oneri per il transito sulla rete e gli oneri di sistema, che sono stati pagati dall’interessato sull’energia prelevata. Il meccanismo è cumulabile con altre forme di incentivo (ad esempio le detrazioni Irpef per la realizzazione dell’impianto).

 Il meccanismo dello scambio sul posto

Il meccanismo è questo: prima pago le bollette per tutta l’energia prelevata dalla rete, e poi ricevo un rimborso parziale da parte di Gse.
Cioè: l’utente paga come di consueto la bolletta ad Enel (o ad altro gestore) per tutta l’energia prelevata.
Per queste bollette pagate riceve un rimborso parziale dal Gse, attraverso acconti trimestrali e conguagli annuali. Il rimborso è però nei limiti della quantità di energia precedentemente immessa. A fine anno, tutta l’energia immessa in rete in più rispetto a quella ri-prelevata per i propri consumi, danno origine a dei crediti che verranno ulteriormente valorizzati dal Gse.

Quanto vale so scambio sul posto?

Per meglio capire il meccanismo parto dall’esempio indicativo di Fotovoltaico Nord Italia:Ipotizziamo un impianto fotovoltaico da 10 Kw installato nel Nord Italia. Ai prezzi attuali un simile impianto potrebbe venire a costare tutto compreso intorno ai 25.000 Euro + IVA. Con questo profilo di produzione/consumo su base annuale:

  • energia prodotta: 12.000 kwh
  • energia autoconsumata istantaneamente 4.000 kwh (profilo di consumo che avrebbe richiesto un contatore in prelievo da 6 kW: con un impianto da 10 kW la taglia commerciale del contatore raccomandato passa a 10 kW)
  • energia immessa in rete: 8.000 kwh
  • energia prelevata dalla rete: 3.000 kwh

Contributo scambio sul posto

Formula: Cs = min [Oe;Cei] + CUsf x Es

Ipotizziamo il Prezzo Unico Nazionale dell’energia a 0,08 €/kwh ed il prezzo dell’energia sul mercato del giorno prima a 0,07 €/kwh. Ipotizziamo anche il corrispettivo unitario forfettario relativo ai servizi (distribuz, dispacciamento, trasporto, misura e alcuni oneri di sistema) a 0,06 €/Kwh. Quest’ultimo parametro è quello più ostico da calcolare.

Cs = min [ 0,08 x 3.000 ; 0,07 x 8.000] + 0,06 x (8.000-3.000)=

= min [ 240 ; 560 ] + 0,06 x 5.000=

= 240 + 300 = 540 euro.

Il contributo potrebbe essere intorno ai 540 euro: è il contributo totale annuo associato all’impianto e viene erogato da GSE su tre rate trimestrali più una rata di conguaglio. Il conguaglio si ha generalmente intorno al mese di Maggio di ogni anno.
Ricordiamo che il contributo non rimborsa le imposte pagate in bolletta, che sono circa il 34% della bolletta, nè i maggiori oneri dovuti all’incremento della taglia del contatore.

Eccedenze

In questo esempio, infine, le immissioni totali di energia in rete (8.000 kwh)  sono maggiori dei prelievi (3.000 kwh).
Per questo motivo il titolare dell’impianto potrà beneficiare, oltre che del contributo in conto scambio, di un’eccedenza di 5.000 Kwh. Qual è il valore di questa eccedenza? Il surplus immesso in rete viene valorizzato come l’Oe, cioè come il prezzo unico nazionale dell’energia: 0,08 €/kwh (prezzo comunque soggetto a fluttuazioni costanti).

Nel nostro esempio l’eccedenza sarà pari a 400 euro (cioè: 0,08 € x 5.000 kwh).

Se il titolare richiede la sua liquidazione monetaria, questa verrà sottoposta a tassazione (come “Altri redditi” Irpef, non serve partita Iva per i piccoli impianti). In caso contrario questi 400 euro verranno messi a credito nel contributo dello scambio sul posto dell’anno successivo.

 
 
 

Fotovoltaico senza incentivi: conviene?

Il conto energia dedicato agli impianti fotovoltaici è finito il 6 luglio 2013.  La fine del Conto Energia ha fatto calare pesantemente la richiesta di installazioni fotovoltaiche  e non potrà far sopravvivere tutte le aziende del settore, in quanto nel periodo di boom del fotovoltaico si è creato un esubero importante di addetti ai lavori. Tuttavia il “nuovo fotovoltaico”, basato su Scambio sul Posto e detrazioni fiscali, in realtà continua ad essere un investimento interessante.

Gli esempi successivi sono tratti da un interessante articolo di Newsenergia e mostrano la redditività di un impianto da 3 kW realizzato a Firenze. Analizzando 5 casi standard e molto generici, a parità di dati in ingresso, si configurano moltplici scenari di ritorno dell’investimento per un impianto a servizio di una abitazione privata occupata da una famiglia di 4 persone: venduto ad un prezzo di mercato standard o un po’ più aggressivo, con la possibilità di detrarre il 50% o 36% e Scambio Sul Posto. L’ultimo scenario prevede il confronto con l’ultimo meccanismo di incentivazione prima dell’abolizione del regime degli incentivi.

CASO 1: Impianto da 3kW al costo di 9.000 euro con detrazione del 50%

CASO 2: Impianto da 3kW al costo di 9.000 euro con detrazione del 36%

CASO 3: Impianto da 3kW al costo di 7.500 euro con detrazione del 50%

CASO 4: Impianto da 3kW al costo di 7.500 euro con detrazione del 36%

CASO 5: Impianto da 3kW al costo di 9.000 euro in Conto Energia

Le simulazioni di confermano che i risultati, anche con impianti al costo di 3.000 €/kW, sono ottimi: il risultato ottenuto nel CASO 5 non è mai superiore alle valutazioni con detrazioni fiscali e scambio sul posto, ed è anzi nettamente inferiore.. E che anche con la detrazione fiscale al 36% si possano considerare gli investimenti molto conveniuenti con tassi di rendimento che vanno dal 13,00% al 16,29%. Una ulteriore considerazione a favore del meccanismo in Scambio sul Posto è che per la tariffa Omnicomprensiva, si applicano alla stessa le imposte, anche per i privati, mentre il contributo in conto scambio non è soggetto ad imposte.